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Max Scordamaglia

Max Scordamaglia ha scritto 58 articoli per Randiano

Amore, odio

Non si puo’ amare l’uomo senza odiare la maggior parte delle creature che pretendono di portare il suo nome.

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Riflessioni

Gli uomini vorrebbero che i loro simili fossero specchi in cui riflettere i propri sentimenti e i propri istinti: e il riflesso deve essere reciproco, come l’impressione di infinito che si ottiene mettendo i due specchi uno di fronte all’altro in uno stretto passaggio.
Riflessioni di riflessioni, echi di echi.
Niente idealita’, nessuno scopo.

Prerequisiti

Per sviscerare il ‘ti amo’ bisogna prima saper sviscerare l’ ‘io’

Valore delle idee

Quando vedo un uomo gettare delle perle senza ottenere in cambio nemmeno una cotoletta di maiale, non e’ contro il maiale che sento indignazione.
E’ contro l’uomo che ha valutato le sue perle tanto poco da buttarle nel letame, permettendo che esse suscitino un assordante concerto di grugniti.

Distanza media

La distanza piu’ breve tra due punti non e’ la retta, e’ l’uomo medio.
E quanti piu’ uomini medi ci sono piu’ questa distanza e’ breve.

Amare significa…

Amare significa attribuire valore.
Solo un uomo razionalmente egoista, un uomo che ha stima di sé, è capace di amore, perché è il solo uomo capace di sostenere valori fermi, coerenti, senza compromessi né tradimenti.
L’uomo che non dà valore a se stesso non può dar valore a nulla né a nessuno.

Amore per le virtù

Nelle questioni spirituali, chi scambia è un uomo che non cerca di esser amato per le proprie debolezze per i propri difetti ma solo per le proprie virtù e che non accorda il suo amore alle debolezze o difetti degli altri ma solo alle loro virtù.

Giusta retribuzione

Chi scambia non si aspetta di esser pagato per ciò che non è o che non ha ma solo per ciò che ha realizzato.
Non trasferisce sugli altri il peso dei propri fallimenti, né ipoteca la propria vita ai fallimenti altrui.

Interesse senza conflitto

L’etica oggettivista sostiene che il bene dell’uomo non richiede sacrifici umani e non può esser raggiunto per mezzo del sacrificio di qualcuno a vantaggio di chicchessia.
Sostiene che gli interessi razionali degli uomini non confliggono, che tra uomini che non desiderano ciò che non è guadagnato, che non fanno sacrifici né li accettano, che si comportano l’un l’altro come soggetti che scambiano,  dando valore per valore, non può esistere alcun conflitto di interessi.

Vittime sacrificali

L’idea che l’interesse dell’uomo può essere servito solo da una relazione non-sacrificale con gli altri non ha mai sfiorato quegli apostoli dell’altruismo, i quali proclamano il loro desiderio di raggiungere la fraternità degli uomini.
Ed essa non potrà mai affermarsi, almeno fino a quando il concetto di “razionale” verrà omesso dal contesto di “valori”, “desideri”, “interesse” ed etica.

Dottrine perverse

Il cannibalismo morale di tutte le dottrine edonistiche e altruistiche consiste nella premessa che la felicità di un uomo necessita il danno di un altro.

Desiderare non è etico

Se il “desiderio” é la norma etica, allora il desiderio di un uomo di produrre e il desiderio di un altro uomo di derubarlo, il desiderio di un uomo di esser libero e il desiderio di un altro uomo di schiavizzarlo, il desiderio di un uomo di essere amato e ammirato per le sue virtù e il desiderio di un altro uomo di esser amato e ammirato senza meritarlo, hanno egual validità etica.

Essere felici

Quando si prova quella pura felicità che è un fine in sé, quella felicità che ci fa pensare: “questo è ciò per cui vale la pena vivere”, ciò che si comprende e si afferma in termini emozionali è il fatto metafisico che la vita è un fine in sé.

Scopo comune

La conservazione della vita e la ricerca della felicità non sono due problemi separati.
Considerare la propria vita come il valore ultimo e la propria felicità come lo scopo più elevato sono due aspetti della stessa realizzazione.

Ciò che si meritano

La condizione emotiva di tutti gli alfieri dell’irrazionalità non dovrebbe essere definita come felicità e neppure piacere: non si tratta invece che di una momentanea interruzione nel cronico stato di terrore in cui vivono.

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