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Libri: Antifona

AntifonaE’ ormai noto come Ayn Rand utilizzasse la forma romanzo per veicolare teoria, definizione ed esemplificazione dell’Oggettivismo. Ebbene di tutte le sue opere, “Noi vivi” e “Antifona” (“We the living” e “Anthem” in originale) rappresentano un inizio cronologico ma ancor meglio un punto di partenza per affrontarne la filosofia.
Romanzo breve del 1938 dai trascorsi complicati e che fatico’ per trovare una pubblicazione, forse troppo asciutto con poco stile e cosi’ potrebbe apparire ad una lettura decontestualizzata ma e’ bene non confondere l’immaturita’ di un’autrice straniera non ancora padrona della lingua, con l’intento del definire tramite la scrittura, gli sviluppi cognitivi del personaggio.
Uguaglianza 7-2521 vive in un distopico futuro postatomico che ha fatto precipitare l’umanita’ in un incubo medioevale collettivista, individualita’ azzerata al punto da non avere neppure cognizione dell’”io” essendo tutto declinato al “noi”, anche nella lingua pensata e parlata.
A un certo punto pero’ Uguaglianza 7-2521 conosce due cose che cambieranno per sempre la sua vita: la tecnica frutto dell’intelligenza e l’amore.
Verra’ punito duramente per questo ma la fuga aprira’ porte inimmaginabili e scoprira’ l’unica parola per la quale si puo’ venire bruciati vivi al solo concepirla.
E’ tutto molto chiaro per chi conosce la filosofia Randiana e non e’ richiesto alcuno sforzo per cogliere similitudini e riferimenti ma nella sua semplicita’ teorica il pregio di essere la migliore porta d’ingresso per la conoscenza della scrittrice e delle sue idee, ottimo per introdurre la teoria o per invogliare alla lettura di ben altri scritti.
Semplice si ma non banale in quanto esiste un filo rosso che lega “Antifona” al precedente “Il mondo nuovo” di Aldous Huxley del 1932, al successivo “1984″ di George Orwell sino a quel “THX 1138″ di George Lucas che nel 1971 sua opera prima, diede immagine e che immagine, al romanzo e per quanto non vi sia alcun coinvolgimento della Rand nel progetto cinematografico, e’ innegabile la fortissima somiglianza tra le opere, cominciando dalla combinazione lettere/numeri dei nomi, passando per la societa’ collettivizzata, sino al finale rivelatore.
Sarebbe interessante analizzare i punti di contatto dei tre libri e il film, punti talmente densi da far confluire l’uno nell’altro con facile scorrevolezza per quanto si stia parlando di opere diverse tra loro unite dalla visione antiutopistica di una umanita’ arresa a se’ stessa.
Si puo’ anche dire che “Antifona” funge da cerniera tra Huxley e Orwell unendo due societa’ diversamente oscure ma similmente deumanizzate col consolidamento della dittatura tramite definizione di lingua e grammatica, usando quel ricatto o imposizione morale che la Rand denuncera’ chiaramente in “La virtu’ dell’egoismo” laddove nel capitolo “L’argomento per intimidazione” si preconfigura l’indottrinamento e le perdita di liberta’ dell’individuo tramite coercizione prima morale e delle parole, poi legale e delle idee, nella tragica precognizione di cio’ che oggi e’ pienamente attuato in molte democrazie, la nostra inclusa, nelle quali l’uso di certi idiomi e’ punito per legge con aggravio di pena, il tutto mascherato da difesa dei diritti ed eguaglianza sociale.
Prende cosi’ forma lo psicoreato descritto da Orwell: “Liberta’ e’ la liberta’ di dire che due più due fa quattro. Garantito cio’, tutto il resto ne consegue naturalmente“.
In fondo cio’ che differenzia questi autori dal resto dei romanzieri che tanti mondi simili hanno descritto, e’ la precisa volonta’ di anticipare i rischi di un percorso sbagliato, non semplicemente di raccontarlo, divenendo purtroppo profeti conosciuti ai piu’ ma inascoltati.
Ad ogni modo si legga il libro come si vuole: romanzo di fantascienza, saggio, trattato o articolo ma che rimanga dentro qualcosa, che si leghi ad una idea e resti per sempre come monito.
“Coloro che vogliono la schiavitu’ dovrebbero avere la decenza di chiamarla con il suo vero nome.
Essi devono affrontare il pieno significato di cio’ che stanno sostenendo o perdonando: il pieno, esatto, specifico significato del collettivismo, delle sue implicazioni logiche, dei principi su cui e’ basato e delle conseguenze ultime a cui questi principi condurranno.“

Tratto da Ultima Visione – Frammenti

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